Dopo mesi di discussione, IKEA sbarcherà a Pisa. Scene di giubilo dalla politica, che sembra aver conquistato un obiettivo che porterà soldi e sviluppo. E cosi’ assistiamo a scene alla “Porta a Porta” con presentazione in comune del plastico del megamagazzino che verrà.
Sono perplesso…molto….perchè se e’ vero che saranno creati posti di lavoro, molti altri andranno distrutti.
Come si fa a pensare che l’economia migliorerà? Per 300 posti di lavoro creati (come addetti alle vendite e altro) quanti ne saranno persi nella provincia? Artigiani che fanno mobili e mobiletti, negozi che vendono bicchieri, piatti, piante, letti, materassi e così via. Come può una classe politica lungimirante ogni settimana vantarsi di una cosa del genere?
Una delle risposte è che aumenteranno le persone sulla provincia….ma queste persone sono tutte acquirenti IKEA: arrivano, comprano e se ne tornano a casa. Quelli che vanno a IKEA non andranno al negozietto a navacchio, o san giuliano o pisa stessa.
E così succederà quello che la storia ha insegnato con i grandi supermercati: se all’inizio erano un’alternativa mensile alla spesa quotidiana, poi sono diventati, grazie alla loro diffusione capillare, la morte dei piccoli centri con la chiusura di tutti i negozi di alimentari di paese e/o quartiere. IKEA a firenze rappresentava già l’alternativa per chi voleva andare ad acquistare mobilio e complementi a basso costo. Ora rappresenterà la morte della piccola impresa familiare nella provincia che vende tutti quegli oggetti presenti nel grande magazzino.
Spero tanto di sbagliarmi….ma un grande player a regione mi pareva già abbastanza.

La penso esattamente come te…
“E così succederà quello che la storia ha insegnato con i grandi supermercati: se all’inizio erano un’alternativa mensile alla spesa quotidiana, poi sono diventati, grazie alla loro diffusione capillare, la morte dei piccoli centri con la chiusura di tutti i negozi di alimentari di paese e/o quartiere”
perdonami, ma così sembra che avresti preferito che nel 2000 esistessero ancora solo ed eslclusivamente realtà di piccoli negozi, che fanno prezzi altissimi, anzichè super e ipermercati che consentono ai consumatori di risparmiare.
oserei poi dire che i buyers di ikea non sono gli stessi che andrebbero a comprare nei “piccoli negozi”, quelli magari più ricercati, che continuano ad applicare prezzi esagerati. le imprese familiari dovranno adeguarsi, differenziarsi, solo così potranno crescere. non si può rimanere fossilizzati su organizzazioni aziendali di un certo tipo, bisogna vedere l’impresa come qualcosa di dinamico, in movimento! solo così l’economia può funzionare.
ben venga ikea, non soltanto per i nuovi posti di lavoro.
Parto dall’idea che un punto vendita iper per zona o regione basta. La prima Ipercoop di Montecatini serviva per la funzione che dice Lisa, ovvero calmierare i prezzi e dare un’alternativa. Ora solo intorno a Pontedera abbiamo 5 super e ipermercati…
Non e’ una chiusura a prescindere alla GDO la mia, ma una critica su come la classe politica dovrebbe valutare la distribuzione di questi grandi punti vendita. Mi pare inutile investire nei centri commerciali naturali quando poi si appoggia e si aiuta l’entrata di nuovi megaplayer nel mercato locale. L’ikea di firenze dista 70 km da pisa e ci si puo’ arrivare tramite la FI-PI-LI + Indiano oppure autostrada. In un’ora arrivo…non era gia’ un’alternativa? Avrei capito se il negozio fosse stato messo a Scarlino….dove veramente non c’e’ niente e le distanze sono doppie.
Ovviamente sono punti di vista personali e posso (anzi mi auguro) di sbagliare.