La tristezza e’ un sentimento transitivo. Anche se una persona non la conosci molto ma un’altra a te molto cara soffre per la sua scomparsa, inevitabilmente soffri anche te. Questo e’uno di quei casi, in cui la scomparsa della mamma di una persona a me molto vicina ha fatto affiorare sentimenti profondi e sentiti.
Sara’ stata la lunga malattia e aver vissuto da vicino lo spegnersi di una vita che al contrario aveva tantissima voglia di vivere, ma insieme alla tristezza affiora anche la rabbia.
Perche’ per me e’ inconcepibile come una persona che e’ in cura in un centro oncologico da due anni, per chemio e controllo, come cura post operazione di rimozione del male, si accorga da sola che qualcos’altro e’ insorto, qualcosa di diverso, e da sola. E che per mesi sia andata da questi medici e luminari a dire che aveva dolori in altri posti e che stava male. Alla fine, visto che tutti dicevano che era guarita e non aveva niente, è andata a fare “una lastra” ai polmoni da sola per sapere cosa aveva. E il risultato sono stati 3 (TRE) tumori ormai in stato troppo avanzato per intervenire. E dopo l’operazione di due anni fa non c’era niente. Non e’ possibile andare da dottori a cui si dice che c’e’ qualcosa che non va e questi non fanno niente, perche’ sono operai in catena di montaggio, e quello non e’ un pezzo o lavoro che in quel momento spetta a loro. Sappiano questa gente che gioca con la vita delle persone. Dare qualche volta retta al paziente puo’ salvargli la vita.

Cleo e’ stato il suo ultimo regalo.

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