Da un anonimo…….mi e’ arrivata questa mail. Ed io pubblico volentieri.
“Dipendesse da me, insegnerei il Poker a scuola, a scopo educativo, perchè in una partita di Poker c’è tutto: c’è il bene e il male, il successo e il fallimento, la trappola della troppa sicurezza e l’insidia della rassegnazione. In una partita di Poker ci sono i nostri sogni e la nostra miseria. Si deve trovare l’equilibrio tra l’essere coraggiosi e prudenti.
Il Poker nasconde il mistero vitale del gioco. Nasconde il fascino inimitabile che ogni mano potrebbe essere l’ultima, a ogni mano potresti vincere tutto o perdere tutto. Sei sempre ad un bivio: se ti ritiri rischi di perdere altra ricchezza; se vai avanti, rischi di distruggere, in un colpo, tutto ciò che hai vinto.
Il Poker ti costringe a scegliere e in pochi secondi devi decidere. E subito il gioco ti rivela quello che sei, se hai scelto bene o no, se sei un vincente o un perdente, a differenza della vita, che a volte ci mette anni, prima di farti sapere la verità . Nel tempo breve di una partita, e non nei 5 anni spesi per laurearti, trovi la forza dei sogni, la speranza, le conquiste clamorose, i brutali e improvvisi disincanti.
Il Poker, anzi il sig. Poker è un tragitto inevitabile, dall’ebbrezza della vittoria, alla rassegnazione della sconfitta che affronterai prima o poi secondo il tuo carattere, con serena consapevolezza o con amaro dispetto.
Ma la fortuna, dite? Sto forse dimenticando di parlarvi della fortuna? No. Un vero giocatore, anche se la invoca e la bestemmia, sa che la fortuna non esiste. Esistono, per tutti, le “opportunità ”. Il vero problema è come riconoscere e affrontare queste opportunità , che non si presentano certo con un biglietto da visita e ti dicono: questo è il momento di fare all in!“
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