film-un-giorno-perfetto Delirio di onnipotenza. Questa e’ il primo commento che ho fatto alla fine del film di Ozpetek. I personaggi sono recitati benissimo: la Ferrari riesce a trasmettere la figura di donna volgare e Mastrandrea il tormento dell’ossessione d’amore. Ma la scelta di dover trasmettere le sensazioni, i pensieri, e perfino la comunicazione di storie SOLO attraverso continue pause e sguardi e’ troppo pesante.
Ozpetek ha confuso il teatro con il cinema….. puo’ essere apprezzabile la scelta di mischiare ritmo serrato con pause, ma l’essere attenti ad ogni singolo particolare dal primo secondo di proiezione per poter dare un senso e farsi una propria idea di tutte le storie che ci sono e’ francamente troppo pesante da affrontare per quasi la totalita’ delle persone….per un’intera sala e’ addirittura utopia! E cosi’ il film finisce con uno sguardo e una pausa scontata….e gli sguardi degli spettatori angosciati per la storia (cruda, reale, che mischia il problema del precariato con quello dell’amore finito e delle separazioni, della politica, degli ideali e delle sofferenze dell’anima) e spiazzati da non aver capito come alcuni passaggi sono connessi tra loro…come potrebbe essere finita in realta’ e perche’ certe persone hanno fatto un azione o un altra.
Delirio di onnipotenza… esser bravi registi non deve scadere nell’utilizzo esagerato di situazioni sceniche teatrali per tutto! Ogni tanto bisogna allentare la presa….

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One Response to “Un giorno perfetto…”

  1. Lore scrive:

    Grande Massi. Meno male che sei andato te a vederlo, così mi hai risparmiato le palle per un ennesimo film pacco italiano. ;-)

    P.s. Strano che all’entrata non abbiano dato anche un paio di lamette, avevo sentito ventilare di una legge che le prevedeva per tutti i film italiani sui drammi esistenziali…

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