Il mondo dell’informatica sputtanato

Povera Italia. Rovinata dall’ignoranza di molti dirigenti di azienda e dalle zecche. E per una volta non penso ai politici.
Lavorare nel mondo web è sempre più difficile, in un mercato rovinato da bimbi, che solo perchè hanno un computer e letto due tutorial pensano di sapere, e da persone che non capiscono il valore e l’importanza del lavoro di comunicazione e posizionamento che viene fornito.
L’occasione per questo ennesimo sfogo viene da un curricula che mi è arrivato ieri. Mi si è proposto un personaggio che dice di ricoprire il ruolo di Project Manager in una grande azienda che sviluppa siti internet, e che la sera fa il freelance facendo da solo siti al nero per altre aziende. Siccome l’azienda che gli passa lo stipendio inizia ad essere in difficoltà, si propone a noi….
Nel settore del lavoro privato è sempre consentito al lavoratore subordinato (di ogni tipo) svolgere un altro lavoro, a patto che si rispetti il disposto di cui all’art. 2105 c.c. sull’obbligo di fedeltà, a sua volta caratterizzato dal divieto di concorrenza e dall’obbligo di riservatezza.
Secondo il diritto del lavoro quindi un lavoratore non potrà svolgere un lavoro neanche potenzialmente in concorrenza con il primo. Secondo il più recente orientamento della Cassazione (Cassazione, 1.2.2005, n. 1878) non potrà svolgere un’attività che, seppure non produca un danno attuale al datore di lavoro, potrebbe produrne potenzialmente in futuro.
Perciò questa piccola persona non ha un’etica, non conosce il diritto, non ha un minimo di pudore.
Siamo pieni di queste persone….Sono quelli che hanno rovinato l’informatica in Italia.
Un’azienda per vivere deve investire in formazione, in tecnologia, in persone. Quando vai da un cliente e ti senti dire “ho un amico che me lo fa a un decimo…”. Io rispondo sempre “Benissimo, che fortuna! fatevelo fare, avrete un bel risparmio!” . Ma oltre all’ignoranza di questi dirigenti (che non riescono a capire cosa comprano e quanto gli serve per comunicare con i potenziali clienti e con coloro che clienti sono già), c’e’ una concorrenza sleale di  questi “freelance” che non pagano tasse e contributi, oltre a non dare un servizio di qualità almeno decente.
E assistiamo dunque ad aziende vere che per continuare a lavorare chiudono e riaprono (la maggioranza delle piccole aziende di siti web che conosco hanno cambiato almeno una volta nome…..chissà come mai!) e rimangono piccole per mancanza di risorse da dedicare alla crescita.
Ma possibile che nessuno capisca?? e nessuno faccia niente? Ma nessuno si rende conto che il web è determinante per il futuro di questo paese??

 

Sono io quello sbagliato?

“I legami fra una persona e noi esistono solamente nel pensiero. La memoria, nell’affievolirsi, li allenta; e, nonostante l’illusione di cui vorremmo essere le vittime, e con la quale, per amore, per amicizia, per cortesia, per rispetto umano, per dovere, inganniamo gli altri, noi viviamo soli. L’uomo è l’essere che non può uscire da sé, che non conosce gli altri se non in se medesimo, e che, se dice il contrario, mente.”
M.Proust

Io non la penso così. L’amicizia è qualcosa che va oltre il tempo, quando è vera. Ma è ovvio che dipende anche dalle persone con cui si ha a che fare. Quando queste sono vuote, piene di ardore nel momento ma irriconoscenti il giorno dopo, con interesse solo in quello che verrà e senza ricordo in quello che è stato..allora vale quanto dice Proust. Ma se noi oggi siamo quello che siamo, nel bene e nel male, è perchè abbiamo una storia.

E se io me la prendo per uno che ritenevo amico e non si è degnato mai di venire a vedere la nascita di mio figlio, o per un altro che mi ha letteralmente messo da parte anche dopo che gli avevo dato una pratica in mano (e quindi lavoro)….mi chiedo se sono io sbagliato. Ma non voglio credere che tutto il mondo sia così. Se non credessi più nell’amicizia inizierebbero a vacillare anche altri valori….e non voglio arrivare a tanto. Che questa gente viva così….potremo fare tutti a meno di loro una volta che il nostro tempo con loro è passato.

In Italia si vuole fare turismo?

La vista di Capoliveri (Isola d'elba)

 

Dopo mesi di latitanza riprendo a scrivere. Mi serviva un motivo forte che riaccendesse in me la voglia di condividere pensieri, parole e….quanto di mio con il mondo.

Ecco…il motivo l’ho trovato. L’arrabbiatura contro questa (povera) Italia portata ormai alla deriva da politicanti e da gente che non si rende conto del male che fa alla sua terra.

Parto dall’inizio. Per staccare qualche giorno senza però allontanarmi troppo, ho deciso di andare all’isola d’elba. Ero già stato diverse volte ….pensavo che con la crisi e la concorrenza, il modo di fare turismo degli elbani e degli imprenditori che vanno a fare business sull’isola fosse migliorato. Il paese, per me, più bello da visitare e’ Capoliveri: essere sull’isola e non andarci è come non aver mai fatto  il bagno a Sansone o Fetovaia. Arrivati sulla piazza del paese, c’e’ una piccola scalinata con una grande balaustra per “la vista sul mare”. Tutti  i turisti, e dico tutti, vanno ad affacciarsi…e quello che vedono è la foto sopra.

Ora mi domando e dico….un paese che vive di solo turismo e delle bellezze paesaggistiche che la natura gli ha donato e  che la storia ha tramandato con i vicoli costruiti nei secoli….perche’ deve avere un’antenna parabolica in mezzo a dove tutti coloro che portano soldi vanno a guardare??? Perche’????????? Perche’ l’amministrazione comunale NON ha fatto togliere quell’antenna??? Bastava spostarla….fare un impianto a muro…..poteva pagarlo il Comune il trasferimento. Potevano fare un regolamento per la tutela della bellezza del luogo. Potevano…potevano…E invece no…. Ma la risposta viene dopo…andando a mangiare. 100 ristoranti e osterie che partono dal presupposto che non ti vedranno mai piu’. E cosi’ andando ad un’osteria (di cui ometto il nome ma che ricordo benissimo), al conto mi son ritrovato 3 euro di coperto per un bambino di 2 anni. Alla mia richiesta del motivo al ristoratore mi è stato detto “il bimbo non era al tavolo con voi? e allora cosa vuole??” Eh gia’…il bimbo lo dovevo lanciare dalla balaustra!!! Un bimbo di due anni gli si fa pagare il coperto. Io son disposto a pagare 30 euro un primo…ma questo lo sento una mancanza di rispetto.

La filosofia è che la gente ci va una volta e non tornerà mai più…quindi perche’ trattarla bene?? diamo il minimo e prendiamo il massimo. Purtroppo il turismo non funziona così e tanta gente non l’ha capito. Ci vorrebbe tanto poco per allungare la stagione turistica e non far sì che le code ai traghetti siano solo nei week end di Agosto. Ma se un Comune non capisce il danno che fa una parabola, come far capire a un ristoratore che quei 3 euro estorti in più gliene farà perdere centinaia in futuro?

Dimostrazione scientifica di Babbo Natale


Ho trovato in giro questa cosa tempo fa…la salvai perche’ era molto interessante….non ricordo ora da quale universita’ l’ho presa, ma e’ tempo di condividerla con il mondo.

Babbo Natale esiste o no?
Secondo la Fisica Classica, Babbo Natale non esiste!
Ecco la dimostrazione.

1. Nessuna specie conosciuta di renne è in grado di volare, tuttavia ci sono circa 300.000 organismi viventi ancora da classificare, e, nonostante la maggior parte di questi siano insetti e germi, non possiamo a priori escludere tra essi la “renna volante” che solo Babbo Natale ha visto.

2. Ci sono due miliardi di bambini (persone sotto i 18 anni) nel mondo. Ma, siccome Babbo Natale non si occupa dei bambini mussulmani, indù, giudei e buddisti, questo riduce il carico di lavoro al 15% del totale ossia 321,3 milioni secondo il “Population Reference Bureau”. Se si suppone una media di 3,5 bambini per nucleo familiare, si ottengono 91,8 milioni di case. Si presume poi che ci sia almeno un bambino buono in ognuna di esse.

3. Babbo Natale dispone di 31 ore lavorative per consegnare i regali, grazie ai diversi fusi orari e alla rotazione della Terra, supponendo che egli viaggi da est a ovest (come sembra logico). Ciò comporta 822,6 visite al secondo. Di conseguenza per ogni nucleo familiare cristiano con bambini buoni, Babbo Natale ha a disposizione un millesimo di secondo per parcheggiare, saltare giù dalla slitta, scendere nel camino, riempire le calze, distribuire i regali rimanenti sotto l’albero, mangiare qualsiasi cosa gli sia stato lasciato, risalire il camino, rimontare sulla slitta e recarsi alla casa successiva. Se si suppone che ognuna di queste 91,8 milioni di fermate siano inoltre uniformemente distribuite sulla superficie terrestre (il che, naturalmente, sappiamo che non è vero, ma lo accetteremo come ipotesi per i nostri calcoli), mediamente bisogna percorrere 1,26 chilometri per casa, un viaggio complessivo di 115,668 milioni di chilometri, senza contare le soste che ognuno di noi almeno una volta ogni 31 ore deve fare per i rifornimenti, ecc.. Questo significa che la slitta di Babbo Natale si sposta a 1.037 km/sec, 203 volte la velocità del suono. Per fare un paragone il più veloce veicolo costruito dall’uomo, la navicella spaziale Ulisse, si sposta a poco meno di 44,1 Km/sec al secondo. Una renna normale riesce, al massimo, a raggiungere i 24 km/h.

4. Il carico medio utile sulla slitta è un altro elemento interessante da considerare.
Supponendo che ogni bambino riceva non più di una scatola dal peso non superiore a 1 Kg, la slitta trasporterebbe 354.173 t, senza contare Babbo Natale che è notoriamente sovrappeso. Sulla Terra una renna normale non può trasportare più di 140 kg. Ammesso anche che la “renna volante” (vedi punto 1) possa trainare 10 volte il carico normale, non si possono effettuare queste consegne né con otto né con nove renne. Abbiamo bisogno di 229.500 renne. Inoltre, per fare un paragone, 354.173 tonnellate equivalgono a quattro volte il peso della “Queen Elisabeth” (la nave, ben inteso, non la regina d’Inghilterra).
354.173 tonnellate che viaggiano a 1.037 chilometri al secondo sono soggette a un’enorme resistenza dell’aria (attrito) che scalderebbe le renne alla stessa temperatura di una navicella spaziale al rientro nell’atmosfera terrestre. Ciascuna coppia di renne alla guida assorbirebbe 14,3 quintilioni di joule di energia al secondo. In breve queste si incendierebbero quasi istantaneamente coinvolgendo anche le renne dietro di loro e creando assordanti esplosioni lungo la loro scia. L’intera squadra verrebbe disintegrata in 4,26 millesimi di secondo. Babbo Natale poi verrebbe esposto a una forza centrifuga 17.500,06 volte maggiore della forza di gravità. Un Babbo Natale di 113 chilogrammi (che sembra essere ridicolmente magro) verrebbe premuto contro la slitta da una forza di 1.957.257,88 chilogrammi.

In conclusione, se mai Babbo Natale avesse distribuito i regali nella notte di Natale, ora sarebbe sicuramente morto.
Buon Natale a tutti

Ed ora, ecco a voi, la nostra salvezza.
La controdimostrazione scientifica che Babbo Natale invece esiste!

La dimostrazione appena esposta, della non esistenza di Babbo Natale, è tutta fondata sui principi della meccanica classica, non tenendo conto dei seguenti effetti:

- relatività speciale: l’elevata velocità espressa dal sistema “mezzo-slitta + renne + sig. Babbo Natale” comporta una dilatazione del tempo a disposizione.

- relatività generale: la massa inerziale (notoriamente elevata) del sig. Babbo Natale più slitta con regali (le cui considerazioni quantitative sono valide in assoluto) comporta una deformazione dello spazio-tempo in un intorno del sig. Babbo Natale, che invalida (si vedano i calcoli di Minkowsky) le considerazioni energetiche effettuate.

- i ritardi postali comportano sicuramente una diminuzione delle richieste e letterine pervenute, con conseguente diminuzione del payload della slitta

- Occorre considerare l’ipotesi che le renne volanti siano completamente costituite da antimateria, il che risolverebbe i seguenti punti FONDAMENTALI:

A. Spiegherebbe una volta per tutte l’eccesso di materia che ha comportato l’esistenza dell’Universo attuale e che le più recenti teorie sul Big-Bang non riescono a spiegare sufficientemente;
B. Darebbe conto della notevole quantità di energia necessaria al tragitto in un tempo limitato in tutto il mondo (nell’assunto che almeno una renna per ogni Natale si annichilisca).

- Se assumiamo che il sig. Babbo Natale si muova costantemente all’interno di una “lente gravitazionale” spieghiamo anche come mai non lo si vede mai.

- Il vestito del sig. Babbo è rosso a causa del fenomeno di Red Shift dovuto all’effetto Doppler.
Ciò dimostra che egli effettivamente si muove a velocità elevate, al limite prossime a quella della luce.

Pervengo quindi alla conclusione che Babbo Natale ESISTE

 

Il suicidio Ikea


Dopo mesi di discussione, IKEA sbarcherà a Pisa. Scene di giubilo dalla politica, che sembra aver conquistato un obiettivo che porterà soldi e sviluppo. E cosi’ assistiamo a scene alla “Porta a Porta” con presentazione in comune del plastico del megamagazzino che verrà.
Sono perplesso…molto….perchè se e’ vero che saranno creati posti di lavoro, molti altri andranno distrutti.
Come si fa a pensare che l’economia migliorerà? Per 300 posti di lavoro creati (come addetti alle vendite e altro) quanti ne saranno persi nella provincia? Artigiani che fanno mobili e mobiletti, negozi che vendono bicchieri, piatti, piante, letti, materassi e così via. Come può una classe politica lungimirante ogni settimana vantarsi di una cosa del genere?
Una delle risposte è che aumenteranno le persone sulla provincia….ma queste persone sono tutte acquirenti IKEA: arrivano, comprano e se ne tornano a casa. Quelli che vanno a IKEA non andranno al negozietto a navacchio, o san giuliano o pisa stessa.
E così succederà quello che la storia ha insegnato con i grandi supermercati: se all’inizio erano un’alternativa mensile alla spesa quotidiana, poi sono diventati, grazie alla loro diffusione capillare, la morte dei piccoli centri con la chiusura di tutti i negozi di alimentari di paese e/o quartiere. IKEA a firenze rappresentava già l’alternativa per chi voleva andare ad acquistare mobilio e complementi a basso costo. Ora rappresenterà la morte della piccola impresa familiare nella provincia che vende tutti quegli oggetti presenti nel grande magazzino.
Spero tanto di sbagliarmi….ma un grande player a regione mi pareva già abbastanza.

Tanto sono cani….


Vergogna. E’ l’unica parola che mi viene in mente a vedere come si comportano certi negozianti.Cleopatra, il mio west highland, mangia ormai solo un tipo di secco per leggere intolleranze. Sono andato a comprarlo sabato e per scrupolo ho guardato la scadenza a casa: SCADUTO DA 6 MESI. Era l’ultimo rimasto quindi l’ho riportato e mi sono fatto rimborsare…in questo caso ci sono state le scuse. Stasera sono andato a comprarlo in un altro negozio e ho controllato prima di prenderlo: SCADUTO DA 1 ANNO. Ho guardato anche gli altri sacchi….tutti scaduti!! L’ho fatto notare al negoziante in modo molto garbato e di contro mi ha risposto “e allora? Tanto sono cani” ALLORA??? apparte che costa 40 euro, ma questa gente perche’ non la fanno chiudere?? perche’ nessuno controlla?? se il mio cane si sente male chi mi risarcisce poi? ma stiamo scherzando? tanta gente fa un lavoro perche’ non puo’ fare altro…ma e’ arrivato il giorno in cui qualcuno deve invitarli a fare altro!
Vergogna, vergogna, vergogna!
Ovviamente io NON andro’ mai piu’ in quei negozi.

bombissima – people 2011

Una nuova vita

Sono tante le cose che vorrei scrivere e poche quelle che mi escono dalla tastiera.
La vita e’ fatta di diverse tappe, tutte a suo modo che danno emozioni particolari….il diploma, la laurea, il primo bacio, la perdita di una persona cara, il primo gol…ma l’emozione piu’ grande e’ vedere per la prima volta tuo figlio. Non e’ descrivibile…non e’ pensabile…e’ qualcosa da vivere. Vederlo e pensare che e’ qualcosa di te. E che da quel momento tutto cambiera’. Da quel momento sei diventato grande…forse vecchio…ma sei un uomo in tutto e per tutto, nel bene e nel male. E nel contempo ti senti pronto! Un brivido ti pervade, una lacrima ti scende, e i pensieri affollano la tua testa.
La nascita di una creatura…la tua creatura…e’ qualcosa che nella vita bisogna provare per poter dire di aver vissuto. E l’egoismo lascia il posto alla generosita’ verso di lui.
Oggi posso presentare al mondo Leonardo.

Auguri stephanie e alessandro

E soprattutto complimenti. Non e’ stato fare i diversi ma far qualcosa di sensibile. E se invece del TG1 o TG5 o TGLa7 c’era solo iltirreno, da cui copio l’articolo, beh…va bene lo stesso. Non l’avete fatto per loro ma per voi!
Tanti auguri!

Tratto da IL TIRRENO del 10-7-2011

Un matrimonio tutto all’insegna del rispetto per l’ambiente

PONTEDERA. Sposi a braccetto con l’ecologia. Alla Villa Comunale di Pontedera, Alessandro Pardossi e Stephanie Lazzereschi hanno sperimentato il grande passo in versione ecocompatibile.
Ieri pomeriggio la cerimonia, la prima fatta in Italia.
Niente riso per il consueto lancio fuori dalla porta dell’edificio: al suo posto mangime per uccelli. Niente abiti nuovi di pacca, sostituiti invece dall’invito a indossare vestiario già di proprietà. E, persino, niente bouquet di fiori veri: al loro posto dei semplici bottoni.
E il viaggio di nozze? Sentite la sposa: «Abbiamo programmato diciotto giorni in strutture ecosostenibili in India. Anche se andremo con l’aeroplano e dunque produrremo anidride carbonica, abbiamo rimediato con l’acquisto di un boschetto di alberi in Colombia. Ai testimoni, invece, abbiamo regalato altri alberi con inciso il loro nome e quello dei loro genitori».
Dopo la cerimonia, tutti a cena (in pullman) presso l’azienda agricola San Gervasio di Palaia, ovviamente con un menù a base di prodotti nostrani a chilometraggio zero, con la carne limitata al 15% delle pietanze.

Seconda parte di vita

Ho passato i 40.
E penso di aver passato la mia prima parte di vita.
E la seconda l’ho iniziata da anziano!!! Con la cura dell’orto e del giardino!!
Ora ho:
pomodori in 5 varietà, zucchini neri, zucchini verdi, varie insalate, meloni, cocomeri, lamponi, fragole, alberi da frutto.
Se prima dovevo fare uno script python ora penso a fare il raccolto e dare l’acqua….